#1 #2 #3 – Il torneo d’inaugurazione

di iMaecenas

3' di lettura

Salve a tutti, qua è IL MECENATE che parla!

Ho deciso che in questo spazio raccoglierò tutte le sfide che da qui ai prossimi mesi verranno sostenute dai miei OSPITI, team iMÆCENAS compreso.

È un esperimento pensato per stimolare il confronto e la continua crescita professionale, in un modo semplice e divertente.

Sono davvero curioso di vedere cosa accadrà!

 

E quale miglior modo per dare vita a questa rubrica se non tramite un… TORNEO!?!

Ovvero una serie di sfide concatenate che, di settimana in settimana, hanno trasformato “un’idea” in un piccolo lavoro corale.

Mi piace immaginarlo come il famoso gioco “Telefono senza fili” o The Butterfly Effect (un titolo più epico).

 

Ecco quello che è successo sulla nostra pagina Facebook, terreno di scontro di tutti gli autori.

 

SFIDA #1 – Marco ha sfidato Alberto

 

“Sceneggiatore? Sceneggia! Ecco gli elementi che ti metto a disposizione:
– Un gatto
– Tutta la malvagità di un gatto! (sì, perché sono esseri infernali)
– Un cane
– Tre vignette, rigorosamente quadrate e rigorosamente in riga.”

 

La risposta di Alberto:

PAG 1) INTERNO – SALOTTO – GIORNO

Vig 1) Campo medio. Diagonale leggermente dall’alto. Siamo dentro un salotto (in sottofondo vediamo una parete con attaccati due quadri ai lati di un vecchio orologio a pendola). Sul pavimento, centrale, c’è un tappeto. Sopra al tappeto, visto dal lato destro e in piedi (quindi rivolto verso la destra della vignetta), c’è un cane di razza Beagle (anche se la razza si riconosce male a causa delle bende). Il muso del cane è bendato da alcune fasciature, la zampa destra è avvolta da un gesso; il cane indossa un carrello ortopedico: una specie di trasportino speciale simile a una carriola che termina con due ruote là dove dovrebbero essere le zampe posteriori (vedi reference 1a e 1b). Diversamente dalla reference, le zampe posteriori sono aperte in modo innaturale a 90° ai lati del corpo (come se stesse facendo una spaccata), e anch’esse avvolte da un gesso. Nella parte posteriore tocca terra solo grazie alle ruote del trasportino. Il cane è immobile, e osserva con aria triste una pallina proprio davanti a sé che non riesce a raggiungere a causa della sua condizione. In quinta bassa destra e sinistra si vedono, viste di tre-quarti da dietro, le nuche di due gatti che stanno guardando verso il cane. Il gatto di destra è di una razza non definita (puoi improvvisare). Il gatto di sinistra è un Siamese (vedi reference 2 dei gatti di “Lilli e il Vagabondo”). I due gatti sono rialzati rispetto al livello del suolo (per questo la prospettiva è in leggera diagonale alta) perché si trovano entrambi sopra a un tavolo.

Vig 2) Controcampo. Campo lungo. Diagonale leggermente dal basso. Al centro della vignetta, quasi in quinta bassa, visto sul suo lato sinistro vediamo il cagnolino ingessato. Sta cercando di allungarsi per prendere la pallina, e ha gli occhi strizzati per lo sforzo. Si muove in modo legnoso. In sottofondo si vede il tavolo (un tavolo da salotto) sopra al quale si trovano i due gatti che osservano la scena.

Balloon Gatto (non quello Siamese): che accidenti è successo a Toby?

Vig 3) Primo piano sul gatto siamese. Vediamo il muso del gatto e una parte del corpo. Guarda avanti a sé.

Balloon Siamese: mah, niente di che… gli ho raccontato che anche i cani possono cadere da grandi altezze senza farsi niente, e mi ha creduto.

 

 

SFIDA #2 – Alberto ha sfidato Alessandro

Dopo aver sviluppato la breve sceneggiatura, Alberto non poteva che chiamare in causa i disegnatori.

 

La risposta di Alessandro e di Vito:

 

 

SFIDA #3 – Alessandro ha sfidato tutti i coloristi

Pensavano di averla passata liscia… ma invece!

A raccogliere la sfida sono stati Marco e Federico, pronti a riempire di “vita” le strisce di Alessandro e Vito.

 

Ecco le loro versioni a colori:

 

Che ne pensate del risultato di queste prime sfide?

Noi ci siamo divertiti molto, e abbiamo molto altro in serbo per voi!

 

I COMMENTI DEGLI AUTORI

Marco: “È fantastico il risultato, vedere come ha preso vita un’idea che mi è frullata per la testa; e ancora più interessante è la soggettività di tutti, come ognuno ha interpretato coi propri occhi e col proprio cuore questa sfida. Dal canto mio, voglio svelare alcune cose. Diciamo che l’idea non è stata poi così del tutto disinteressata, bensì ho provato a “calcolare” alcuni elementi: la figura del gatto come protagonista mi ha fatto pensare che avrebbe avuto più presa sui social (non ditemi che non siamo invasi di video e foto di gattini!) e  la scelta delle vignette quadrate invece nasce dalla possibilità di rivendere il tutto come ottimo materiale per Instagram. Et voilà! Ecco come è nato quel che avete appena letto!”

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