#4 #5 – Le ordalie di Damiano Valente

di iMaecenas

7' di lettura

Un nuovo giro di sfide si è appena concluso sulla pagina iMæcenas, ricco di colpi di scena e peripezie.
Le prove affrontate sono state particolarmente difficili e meritano di essere definite ORDALIE!

Sì, ultimamente è stato fatto molto uso di questa parola, soprattutto da Alberto nella sua vetrina “Tra le righe del non scritto”, ma c’è un preciso motivo: sono stati proprio i suoi ultimi articoli a dare il via a una sorta di esperimento creativo, una miscela di fumetto e romanzo dalla carica esplosiva. Con la disponibilità di Antonio Lanzetta, autore de IL BUIO DENTRO edito da La Corte Editore, è stato possibile dare vita al personaggio di Damiano Valente e non solo… ad una delle scene clou del romanzo, il suo incredibile incipit!

E i risultati sono stati davvero incredibili!

Adesso, pienamente soddisfatto, IL MECENATE vuole che queste eroiche gesta vengano ricordate per sempre…

 

SFIDA #4 – Alberto sfida i disegnatori e l’ospite speciale GIOVANNI LUISI

Per far scaldare gli autori e creare l’atmosfera giusta, Alberto ha richiesto il character design di Damiano Valente, protagonista del romanzo.

DAMIANO VALENTE, LO SCIACALLO

Damiano Valente ha una gamba spezzata e cammina con un bastone. Sul lato destro della faccia ha le cicatrici per un incidente avuto da ragazzino, che gli deturpano la guancia e un occhio. È uno scrittore, cammina reggendosi al bastone e ha un impermeabile tipo quello degli ispettori di polizia. Esteticamente lo immagino come l’attore Lo Cascio. Magro, faccia a topo, l’occhio guasto che lacrima sempre…

“Occhi scuri e capelli del solito colore tagliati a mezza lunghezza,
che gli cadono con un ciuffo sulla fronte.”

 

Gli autori hanno risposto con:

 

SFIDA #5 – Alberto sfida nuovamente i disegnatori e l’ospite speciale GIOVANNI LUISI

Rotto il ghiaccio, è tempo di portare la sfida al livello massimo di difficoltà.

In pochissimi giorni infatti, gli autori hanno dovuto realizzare due tavole complete sulla base delle stessa sceneggiatura, da lui scritta. Lo script si trattava di una trasposizione molto fedele della scena iniziale del romanzo di Lanzetta.

 

TAV 1: Esterno-Notte-Bosco

Vig 1: Striscia. PRIMO PIANO su due mani di donna al centro della vignetta. Le mani sono legate tra loro all’altezza dei polsi (la cornice bassa della vignetta non permette di vedere oltre), e sono appese a un cavo di filo spinato. Il cavo scende dalla parte alta della vignetta (è a sua volta legato a qualcosa che non si vede). Le dita delle mani sono sporche, con le unghie spezzate. Ai lati delle mani sembrano scendere dall’alto della vignetta i rami tipici di un salice. In sottofondo è buio.

DIDA (alto sinistra): ne hanno già ammazzata una in questo modo…

DIDA (basso sinistra): …trovarono una donna su queste montagne. Era scomparsa da settimane…

Vig 2) Striscia. PRIMISSIMO PIANO sugli occhi aperti di una donna. Gli occhi sono spalancati e vitrei (sono gli occhi di una morta). L’inquadratura cattura solo la striscia di volto degli occhi, con la curva del naso, una piccola porzione di fronte e le sopracciglia scure. Ai lati della vignetta si intravedono i capelli neri. Sulla pupilla destra (ovvero alla sinistra della vignetta), sta camminando una mosca. Un’altra mosca si trova sulla fronte. Sotto gli occhi ci sono occhiaie scure.

DIDA (alto sinistra): …sono cresciuto a Salerno. Ricordo bene il telegiornale.

DIDA (basso destra): Sì. Era l’estate dell’85.

Vig 3) Striscia. PRIMO PIANO, frontale, sul volto di DAMIANO VALENTE. Sta guardando verso di noi. La parte destra del viso è butterata dalle cicatrici: la curva delle labbra tirata a causa della vecchia ferita, dall’occhio guasto (spalancato in modo innaturale rispetto all’altro) scende una lacrima. I capelli sono appiccicati alla fronte a causa del sudore. In sottofondo è buio.

DIDA (alto destra): Inutile cercare. Non troverete nulla. Niente che lui non voglia farvi vedere.

DIDA (basso sinistra): E tu che ne sai?

Vig 4) Striscia. PRIMO PIANO (o CAMPO MEDIO) su due gambe di donna nude, frontali, sporche e ferite. La vignetta è come se fosse il proseguo della Vignetta 1. Le gambe penzolano nell’aria (il corpo è appeso). L’inquadratura mostra le gambe da metà polpaccio alla punta dei piedi. Si deve capire che sono sospese nell’aria. All’altezza delle caviglie si distinguono i segni lasciati da catene strette a sangue. Degli ematomi costellano la pelle. Nell’aria ronzano le mosche (una mosca cammina sul piede sinistro). Ai lati, come in vignetta 1, si vedono scendere i rami del salice (sarebbe bene che il numero di rami e la posizione fosse la stessa in entrambe le vignette). In sottofondo è buio.

DIDA (centrale destra): è così che ha fatto trent’anni fa.

 

TAV 2: Esterno-Notte-Bosco

Vig 1: SPLASH. TOTALE. AL VIVO.

In quinta sinistra si vede una porzione del tronco del salice bianco, che segue tutta la lunghezza della vignetta quasi a farne la cornice sinistra. In alto i rami del salice si allungano verso destra, formando la cornice alta della vignetta e piegandosi poi verso il basso. In basso, che affiorano dal terreno, si vedono le radici del salice.

Centrale, appeso per i polsi tramite il filo spinato ad un ramo del salice, si vede il corpo nudo di una donna che penzola nell’aria (è lo stesso di vignetta 1 e 3 di tavola precedente). Lo vediamo da dietro, come se ci trovassimo alle sue spalle. La pelle della donna è costellata da lividi e ferite, e la testa è stata mozzata dal corpo. Direttamente sotto al corpo penzolante, poggiata sul terreno, si vede la testa della donna (si vede di ¾, quindi si distingue a malapena il volto). Tutto attorno al corpo e alla testa volano le mosche.

Sempre centrale, in sottofondo rispetto al corpo e chinato vicino alla testa, c’è un carabiniere in uniforme. È piegato sulle gambe, con il braccio sinistro poggiato al ginocchio. Sta guardando verso la testa e la illumina con una torcia che regge nella mano destra. Alla sinistra del carabiniere piegato ce ne è uno in piedi, visto frontale, che sta fotografando la scena. Alle spalle dei due carabinieri si intravede un rudere in pietra: una bassa costruzione dal tetto sfondato, le cui pareti sono ricoperte da piante rampicanti.

Sulla destra della vignetta vediamo DAMIANO VALENTE in piedi, appoggiato al suo bastone (lo tiene con la mano destra), vestito con l’impermeabile. Sta guardando verso il corpo. Ai suoi piedi si vede una valigetta 24 ore chiusa.

Alla sinistra di DAMIANO VALENTE, anche lui in piedi, c’è un commissario dei carabinieri. Ha entrambe le braccia poggiate ai lati del corpo e sta osservando la testa mozzata. In bocca tiene una sigaretta spenta.

INSERT 1: “MEZZO BUSTO” sul corpo della donna visto frontale (leggermente dal lato destro). SI vedono le braccia che vengono tagliate dalla cornice alta dell’insert poco sotto ai polsi (come se fosse il proseguo visto da più lontano di vig 1 di tavola precedente), il moncherino là dove manca la testa mozzata, il seno nudo e una porzione di sterno. Il sangue incrostato che è sgorgato fuori dalla ferita è scivolato giù a macchiare la pelle fino sotto le ascelle. Sul seno destro si vedono i segni di un morso. Lividi e escoriazioni un po’ ovunque. Le mosche volano nell’aria.

INSERT 2: PRIMO PIANO (questa volta frontale) sulla porzione di corpo che va da poco sotto lo sterno alla parte superiore della coscia. Si vede il ventre della donna, evidentemente magra e denutrita, e il pube. Lividi e escoriazioni un po’ ovunque. Ancora mosche.

INSERT 3: PRIMISSIMO PIANO sul volto di DAMIANO VALENTE (visto dal lato sinistro, quindi non da quello con le cicatrici). Sta guardando leggermente verso l’alto (ovvero punta verso INSERT 1).

INSERT 4: PRIMO PIANO sul viso del commissario dei carabinieri visto frontale. Sta guardando verso la testa mozzata. Ha la sigaretta spenta che gli penzola dalle labbra.

INSERT 5: PRIMO PIANO sulla testa mozzata della donna. La testa è appoggiata al suolo, dritta. Gli occhi sono spalancati e vitrei, i capelli scuri e sporchi appiccicati ai lati del volto. Dalla bocca aperta si vede la lingua. All’altezza del collo si vedono dei brandelli di carne ed il terreno è sporco di sangue rappreso. Ha un livido scuro sulla guancia destra, e un paio di mosche che le camminano sul viso.

 

Nonostante però la difficoltà, tutti hanno dato grande prova delle loro capacità; godetevi le tavole che seguono, frutto di un lavoro ad alta originalità!

 

ALESSANDRO SQUADRITO

 

 

 

VITO COPPOLA

 

 

GIOVANNI LUISI

 

 

Arrivederci alla prossima sfida!!!

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