Dal Digitale al Tradizionale

di Marco Russo

4' di lettura

Un’illustrazione è un mix di tante cose, come del resto ogni forma di arte: studio accurato e perfezione, ma anche difetti e casualità.

Quando siamo chiamati a lavorare su personaggi come i supereroi gli elementi cardine sono:

  • Dinamicità
  • Anatomia
  • Iconicità
  • Esplosività

Il supereroe compie azioni straordinarie per un bene superiore e le sue gesta devono essere mostrate con vigore.

 

Qualche anno fa realizzai uno schizzo a matita di un Wolverine pronto a colpire con i suoi artigli.

Successivamente alla mia idea, la Marvel mostrò il costume variant di Wolverine per il rilancio della testata con il progetto “Marvel Now”.

Il costume con le placche mi piaceva, però non sopportavo di vederlo talvolta troppo simile alla corazza di un armadillo.

Immaginai dunque come avrebbero potuto realizzarlo artisti del calibro di Gabriele Dell’Otto, Simone Bianchi, Adi Granov, etc…

Fu così che continuai la mia analisi passando dallo sketch allo studio dei colori.

 

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Lo Sketch!

Capii subito che il verde si sarebbe sposato bene con il giallo e con la parte scura del costume.

In digitale continuai a fare altre migliorie e prove di colore.

Cambiai la posizione del braccio destro rispetto allo schizzo iniziale, puntandolo verso il basso.

La figura totale dovette così ruotare verso sinistra perché, mentre nello sketch Wolverine aveva entrambe le gambe piegate (pronto per attaccare o per difendersi da un attacco), qua doveva invece assumere una posizione di “slancio”.

 

La difficoltà di questa immagine stava dunque tutta nella posizione: Logan carica il salto per attaccare, porta la gamba sinistra in avanti (dove affonda il peso) per poi lanciarsi.

Il torso e la schiena sono in completa tensione, con le braccia retratte che vanno a stringere i dorsali.

 

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Primissime versioni.

Queste immagini non sono di facile realizzazione, e richiederebbero references precise del corpo umano in un atto di moto uguale o simile.

Al tempo però non le riuscii a trovare e quindi la costruzione fu eseguita completamente a memoria, con l’ausilio delle esperienze e nozioni ottenute fino a quel momento.

 

Per migliorare ancora il dinamismo (uno dei punti chiave precisati all’inizio), decisi di fare un’ultima modifica: stendergli il braccio destro mostrando ancora di più i suoi artigli.

Fatta la correzione, la mia pre-produzione digitale si concluse e iniziò la vera realizzazione dell’opera tradizionalmente!

 

Per la produzione effettiva dell’immagine partii ovviamente dal supporto: in questo caso usai un foglio ad acquerello, spessore 350 gr con dimensioni 33×48 cm.

Poi iniziai a dare il colore di base, che sarebbe stato dominante per tutta l’immagine; fatto ciò, stesi sul foglio dell’acrilico con una pennellessa così da creare degli interessanti effetti materici. La scelta del foglio ad acquerello ha accentuato l’effetto tra le pennellate e la trama pronunciata di questo tipo di carta, creando un’interessante texture.

Tuttavia non definii molto lo sfondo (e forse avrei dovuto farlo) perché quel verde si prestava proprio bene! Richiamava la foresta canadese, ovvero la terra di origine di Logan, e richiamava anche a molte scene d’azione dei film… quindi un’ottima location!

 

Dopo lo sfondo fu il momento di dipingere Wolverine: prima colori di base, poi luci e ombre e poi i dettagli, come sempre del resto…

 

Finito e scannerizzato, feci una pesante post produzione. La definisco così in quanto le mie correzioni digitali non furono ben amalgamate con l’opera, risaltando sulla pittura anziché uniformarsi.

Questo, con gli occhi di adesso, non dava il giusto impatto all’immagine.

 

In ogni caso il mio Wolverine era finito

 

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WOLVERINE!

anzi NO!

La storia continua!

 

A Milano Cartoomics 2017 chiedo ad un editor di visionare il mio portfolio.

Sfoglia-sfoglia e arriva a questo lavoro.

Lo osserva per diversi minuti e poi mi indica degli errori.

 

Indovinate cosa mi puntualizzò??

 

La posizione.

 

Come vi dicevo prima infatti è la difficoltà maggiore di questa immagine!

 

Seppure era passato del tempo da quando avevo realizzato il dipinto, continuavo ad essere estremamente convinto del fatto che fosse “forte” e delle sue grandi possibilità di miglioramento.

Era una sfida a cui non volevo rinunciare.

Mi rimisi dunque a lavoro, con i seguenti obiettivi:

  • Migliorare lo sfondo, con dettagli che definissero con precisione la foresta, gli alberi, i tronchi, le foglie
  • Riprendere il tronco a terra, sul quale Wolvie si dà lo slancio. Doveva essere più realistico
  • Ritoccare l’anatomia della figura, e in modo particolare la gamba destra in scorcio
  • Rivedere le luci e le ombre
  • Approfondire le tendenze di colore
  • E molti altri dettagli

 

Ed è così che, con un ulteriore “over-painting”, il dipinto di qualche mese fa ha ricevuto di recente un bello spolvero e nuova linfa vitale!

 

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Wolverine – versione finale.

 

Adesso la storia è davvero finita!

 

*SNIKT!*

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