È tutto un like.

di Vito Coppola

4' di lettura

Non sono mai stato un tipo molto “social”. Oggi bisogna stare al passo coi tempi, cavalcare l’onda tecnologica e condividere quello che fai durante la giornata.

Condividere sui social, ad esempio, può essere la maniera comoda e sbrigativa di proporre i propri lavori o mettere in mostra le proprie qualità.

Come dicevo, non sono mai stato un tipo molto “social”. Non mi piacciono i selfie: se mi capita di farne uno (e capita davvero raramente), mi chiedo cosa mi abbia portato a farlo. Sui social non scrivo quasi mai post che possano aprire discussioni infinite sul perché il cane della vicina abbia le treccine, e così via.

L’unico passo avanti, seppur minimo, è stato accettare il fatto che un tuo profilo social sia una vetrina per mettere in mostra ciò che vuoi e, sotto consiglio di un mio caro ex-insegnante della scuola comics, ho iniziato a condividere qualche mio disegno.

Il dado è tratto, andiamo avanti sperando che qualcuno si faccia i fatti nostri sbirciando i nostri profili social.

Siamo nel 2018, non sarà poi così difficile.

 

E dopo un breve preambolo, eccomi a narrarvi di come sono stato invischiato a collaborare con il team iMaecenas!

 

 

#pictoftheday #beauty #likeforlike

 

 

ERA NELL’ARIA…

L’inizio dell’avventura.

 

Quando ho incontrato Marco e Alberto la prima volta, stavo bevendo un caffè in un locale in centro, a Firenze. Ci eravamo conosciuti tramite altre persone e ci eravamo dati appuntamento per discutere di un progetto a cui loro tenevano particolarmente: “ERA NELL’ARIA…”

Quello che sarebbe stato l’inizio di una collaborazione, quella che sarebbe stata la conoscenza di due ragazzi decisi a coltivare le proprie passioni per trasformarle in possibilità lavorative, tutto questo era nell’aria, eccome.

Con me avevo un paio di tavole di un mio vecchio progetto da mostrare; loro, preparatissimi, avevano un botto di materiale rilegato e ordinato in una cartella, più brochure e bigliettini da visita. Ho pensato che quello era già un punto a loro favore che mi avrebbe spinto ad accettare la loro proposta.

Molto chiari nella presentazione del progetto, mi hanno proposto di realizzare una tavola di prova. Potendo scegliere tra due tavole della sceneggiatura già preparata da Alberto, mi sono buttato su quella che secondo me era la più interessante, dato che nella stessa tavola ci sono armi, dettagli, gente e teatro, oltre i due protagonisti ovviamente.

Questa è la sceneggiatura che mi era stata presentata, con un breve focus sui due personaggi che sarei andato a rappresentare:

 

Pag 6) INTERNO-TEATRO

Vig 1) Primissimo piano sulla bocca digrignante di YARNO. Tra le labbra schiuse si vedono i denti serrati, bianchi, che risaltano sul nero della barba.

Balloon Yarno (Basso destra): “TIRALO FUORI HUSS. ADESSO!

Vig 2) Primo piano. Yarno è seduto in poltrona, visto dal davanti. La vignetta è tagliata all’altezza del suo petto (non si vede la faccia). La sua giacca adesso è aperta e lui sta estraendo dalla fondina che porta sotto l’ascella il suo revolver calibro .44.

Vig 3) Figura intera. HUSS, visto di fronte, è seduto in poltrona. Sta armeggiando per tirare fuori il pacco che gli rigonfia i jeans sul davanti. Sta guardando verso il pacco, con un sorriso folle. Alla sua destra si distingue il viso scandalizzato della vecchia che gli siede accanto, la quale guarda a sua volta verso il pacco. Il “pacco” in questione si intravede appena, di poco estratto dai jeans: sembra essere un grosso cilindro di vetro al cui interno aleggia del gas (viola).

Vig 4) Campo lungo. Si vedono le poltrone del teatro viste da dietro in leggera diagonale alta. In alto centrale c’è il palco con il sipario ancora chiuso (lo spettacolo non è iniziato e c’è luce). Si vedono da dietro le nuche degli spettatori che sono voltati verso HUSS e YARNO (centrali). Al centro della vignetta c’è HUSS, che si è tirato in piedi sopra la sua poltrona e ha alzato al cielo la mano che impugna il cilindro di vetro pieno di gas.

INSERT (alto centrale-destra): Primissimo piano sul cilindro stretto nella mano di HUSS. Dentro c’è un gas viola.

Sempre al centro della vignetta, spostato leggermente sulla destra, c’è YARNO. Anche lui si è alzato in piedi (ma non è salito sulla poltrona). Ha appena sferrato un colpo al volto all’uomo che sedeva al suo fianco con il calcio del revolver.

INSERT (alto centrale-sinistra): Primissimo piano sul calcio del revolver che spacca un naso – Onomatopea CRACK.

In quinta destra c’è la testa vista di tre quarti di una vecchia (orecchino prezioso al lobo sinistro) che apre la bocca quasi ad urlare impaurita. In quinta bassa la nuca di un uomo.

Balloon Huss (Centrale Alto): “E’ PROPRIO QUELLO CHE PENSATE, TESORINI BELLI!”

 

E questo è il mio Storyboard!

 

Era nell’aria… – Storyboard Tavola 6, Vito Coppola

 

Marco e Alberto continuavano ad essere trasparenti su tutto, logicamente non ci conoscevamo, volevano fare chiarezza fin dall’inizio. Ho accettato da subito, e ci ho visto bene, dato che quello è stato il principio di un percorso che qualche mese dopo ci ha portati ad essere tra i finalisti del Project Contest di Lucca Comics 2017.

Tutt’oggi il progetto è in cerca di una realtà editoriale ma, io più di loro, ci credo. Sento che questo titolo potremo usarlo anche in futuro: ricordando questi periodi di lavorazione, potremo dire che la nostra vittoria ERA NELL’ARIA…

 

LUCCA COMICS 2017 – Il team iMaecenas mi spiega come si fa a “spaccare culi”!

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