Genesi di un Eroe.

di Alberto Petrosino

7' di lettura

Il titolo, per quanto epico, potrebbe trarti in inganno.

Forse sarebbe servito un contenuto precedente per poterti far sentire ancora più a tuo agio nella lettura di questo, e prometto che nel futuro prossimo tornerò a trattare ancora l’argomento in questione, ma con Lucca Comics 2017 che si fa sempre più vicino ho ritenuto necessario presentarti alcuni amici che accompagneranno me e gli altri autori che collaborano con “Il Mecenate” alla conquista della manifestazione più NERD che ci sia!

Non hai ancora capito di cosa voglio parlarti?

Provo a darti un indizio… Che cos’è una Storia, senza un protagonista (o anche più di uno) in grado di renderla degna d’essere raccontata?

Come nasce un personaggio?

Ok, giuro che ci torneremo sopra in futuro, promesso…

Adesso vorrei solo provare a provocarti una punta di interesse nei confronti dei protagonisti (e nemmeno di tutti, guarda un po’ quanto sono stronzo…) dei nostri due progetti di fumetto che presenteremo nel corso della fiera.

La prima differenza con cui mi sono dovuto scontrare, passando dal mondo della narrativa a quello del fumetto, è stata tentare di donare una forma “reale” ad un qualcosa che può rivelarsi tanto potente quanto pericoloso: l’immaginazione.

La creazione di un Character per un fumetto, pur seguendo tutti i passaggi che scandiscono la nascita di un personaggio per la narrativa, implica che tale personaggio per esistere non potrà avvalersi solo e soltanto del bilanciamento tra la mia capacità di creazione e quella di immaginazione del lettore.

Vi sarà un passaggio fondamentale che si farà spazio sgomitando a forza tra questi due elementi: la sua rappresentazione grafica da parte di un disegnatore.

Perciò, se io descrivo un personaggio come:

 

“Un uomo sui 30/35 anni, con gli occhi marroni e i capelli scuri, leggermente mossi, che gli si scompigliano sulla fronte. È un bell’uomo, dalla mascella “forte”, gli zigomi pronunciati ed il naso squadrato. Potrebbe assomigliare ad un attore famoso. È alto, con un fisico asciutto. Le labbra disegnate, piene, e lo sguardo magnetico lo rendono un affascinante sex simbol. Veste sempre con jeans, camicia rossa e giacca nera.”

 

ho fornito al lettore alcuni suggerimenti sul suo aspetto, aiutandolo a creare un’immagine mentale abbastanza definita.

 

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Rupert Everett

 

Ma da quello che ho scritto, ad arrivare ad associare il mio “lui” alla figura di un certo Dylan D. ci passa un oceano di possibilità, tutte altamente plausibili (senza contare le eventuali rivisitazioni)…

È qui che entra in gioco l’operato del disegnatore: con il suo lavoro, egli diventa il canale in grado di codificare la mia idea al fine di renderla unica, chiara e ben decifrabile da tutti coloro che andranno ad affacciarvi l’attenzione.

Con il suo Character egli imbriglia le infinite possibilità donate dal potere dell’inventiva e le indirizza verso ciò che, alla fine, sarà realtà per il lettore.

Sotto certi versi, è strano dirlo, per me che traevo forza e potere dalla fantasia mia e altrui il disegnatore non era altro che un dittatore dell’immaginazione!

Qualcuno che imponeva al lettore la sua versione di un mio pensiero.

Potrebbe sembrare una cosa negativa… e non nascondo che inizialmente l’avevo vissuta così… ma pensandoci bene (e vedendo ciò che i “miei” disegnatori sono stati in grado di creare) mi son reso conto che la possibilità di donare realtà (o immagine) ai miei personaggi mi ha permesso di incontrarli faccia a faccia.

L’emozione che ho vissuto quando finalmente ho visto le mie storie cominciare a prendere vita  su tavola è un qualcosa di indescrivibile: ciò che avevo immaginato era lì, davanti ai miei occhi, raffigurato fedelmente dall’abile mano di qualcuno che era riuscito ad orientarsi in quel famoso oceano di possibilità (nel quale si era trovato a navigare leggendo le mie descrizioni), e aveva scelto quelle giuste da mostrarmi.

Sto rischiando di confonderti… lo so… ma resto confuso anche io, e stupito, quando mi rendo conto che ciò che nella mia mente è solo un’ipotesi per qualcun altro assume un aspetto di verità.

Andando avanti…

I compagni di viaggio che voglio presentarti provengono da storie diverse, mondi diversi, ambientazioni diverse… ho scelto di farti conoscere due coppie, entrambe antagoniste tra loro, prese dalle due storie che porteremo a Lucca Comics. Nel mostrartele ti fornirò quella stessa descrizione che fornii al disegnatore in fase di definizione del Character, e una breve indicazione sul contesto entro il quale i personaggi si troveranno a muoversi…

Prima di guardare l’illustrazione, ma dopo averne letta la parte scritta, ti invito a fare una nuotata in quell’oceano di possibilità che potrebbe produrre la tua mente nel tentativo di dare realtà all’immaginazione… chissà se il risultato finale sarà così diverso dalla tua interpretazione.

 

I Misteri di Onirica: Agatha e Spillo

 

“I Misteri di Onirica” è una storia di genere fantastico
ambientata in un mondo elettropunk.

 

AGATHA

Agatha è una donna sui trentacinque anni, abbastanza alta e molto magra (ossa del collo pronunciate, braccia lunghe, dita affusolate). Agatha è bella: una bellezza oggettiva, fredda, senza passione. I suoi zigomi sono pronunciati, la curva delle labbra morbida, il naso importante, il taglio degli occhi grande. Capelli neri, mossi, lunghi fino alle scapole. Agatha è una statua, ed il suo portamento distaccato la rende un “oggetto” distante allo sguardo di chi la circonda. Gli eventi le scivolano addosso senza toccarla: solo l’accenno di un sopracciglio, o l’incresparsi di una ruga d’espressione mostrano all’esterno il conflitto che vive interiormente.

Indossa una lunga veste senza fronzoli, grigio chiaro, legata in vita da una cintura di cuoio marrone. Attorno alla fronte tiene una fascia, anch’essa marrone, che le lascia i capelli sciolti sulle spalle. Non porta gioielli, se non due bracciali metallici che le coprono gli avambracci e i dorsi di entrambe le mani.

SPILLO

Spillo è un ragazzo sui diciotto anni, ancora lontano dalla maturità fisica e in piena crisi adolescenziale. Come ogni vittima della pubertà, Spillo è in balia dei cambiamenti propri di quegli anni tanto difficili e complicati che segnano il passaggio all’età adulta. Spillo porta i capelli castani tagliati a media lunghezza, che gli cadono sulla fronte e nascondono in penombra i suoi occhi grigi. Le palpebre sono lievemente a mandorla, il naso piccolo ed all’insù. La bocca, perennemente storta in un ghigno beffardo, presenta labbra sottili e poco evidenti sopra alle quali svettano due baffetti fini, appena accennati. É alto più o meno uno e settanta e molto magro, tanto che i vestiti che indossa gli ricadono lungo il corpo dando quasi la sensazione che sotto la stoffa non ci sia niente. Ha una giubbetta viola scuro lunga fino alle cosce, adornata con due sfilze di bottoni dorati; sotto a questa porta una camicia bianca, molto larga e fluente che non sembra adatta alla sua figura, e pantaloni a vita alta anch’essi troppo grandi per un ragazzo così magro.

 

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Agatha e Spillo, I Misteri di Onirica, disegni di Alessandro Squadrito

 

Era nell’aria… : Huss e Yarno

 

“Era nell’aria…” è una storia pulp che sfuma nella commedia,
ambientata in un contesto americano dei giorni nostri.

 

HUSS

Huss è un uomo sulla quarantina, ma sembra più giovane. Ha i capelli castani tagliati a spazzola (di forma quasi squadrata) ed un fisico asciutto. È alto circa un metro e settanta. È il classico tipo comune, senza segni particolari (se non, forse, il neo sulla guancia destra, lo sguardo spiritato e l’accenno di sorriso folle). Indossa un paio di jeans chiari, e una maglia a maniche lunghe. È vestito in maniera essenziale. Nella prima parte della storia, al posto della maglia indosserà una camicia.

YARNO

Yarno non è una brava persona. È un uomo di circa 35 anni, è alto quasi due metri e pesa sui 120 kg. Un armadio di muscoli e testosterone. Ha i capelli neri, tagliati molto corti, e una barba ispida e scura di circa una settimana che gli vela il volto. La mascella è squadrata, le sopracciglia folte e aggrottate. La sua tipica espressione è perennemente incazzata: un ringhio a denti stretti, con le labbra leggermente schiuse. Indossa dei jeans anonimi e una pesante giacca di color grigio scuro che gli arriva a mezza coscia, sotto alla quale porta una camicia chiara. In una fondina appesa sotto l’ascella tiene il suo fedele revolver calibro .44. Yarno non è solo un brutale bestione: la sua mente è affilata più che mai e poco incline a farsi travolgere dal corso degli eventi. Uno dei focus principali sul personaggio è incentrato sulle sue mani enormi, chiuse con rabbia a pugno, sulle sopracciglia aggrottate e sulla bocca digrignante. La descrizione che meglio lo identifica, e nella quale lui cerca di immedesimarsi in tutto e per tutto è: “Yarno, lo spietato figlio di puttana.”

 

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Huss e Yarno, Era nell’aria… , disegni di Vito Coppola – colore di Arianna Consonni

 

P.S.

Adesso che ti ho presentato questi quattro nuovi amici vedi di non fare lo scortese… vieni a Lucca Comics a conoscerli di persona!

 

Due di loro saranno anche in finale al Project Contest 2017!

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