TIPOGRAFIA: alcune cose da fare

di Marco Indraccolo

7' di lettura

Dopo avervi dato prova di 2 cose da non fare (ragazzi credetemi e datemi retta!), passo a consigliare alcuni Tips&Tricks: ovvero trucchi e soluzioni.

(Come sempre alcuni aspetti Nerd della mia personalità prendono il sopravvento, come il termine usato adesso derivante dagli anni di gaming online dove era necessario spaccare qualche culo, e si correva alla ricerca di build sui peggiori post di Reddit… tralasciando i bot…)

Dunque:

 

1- Trova la tua tipografia di fiducia

 

Non è cosa semplice, ci vogliono tempo e prove.

È fondamentale però individuare quella che fa veramente al caso vostro, secondo tanti fattori come le strumentazioni, lo staff, la disponibilità, i costi, la facilità di raggiungerla, etc…

Se non siete completamente soddisfatti continuate a cercare e provare, perché come già vi ho detto questo rappresenta lo step finale per la concretizzazione del vostro lavoro.

 

Se voi foste stati nei panni di Gandalf, avreste lasciato nelle mani di Frodo l’Unico Anello, e il destino della Terra di Mezzo, se non aveste confidato nel suo cuore puro di Hobbit?

 

Spero di essere riuscito a rendere l’idea!

La ricerca comunque deve essere finalizzata non tanto per l’immediata necessità, ma per le future collaborazioni.

Come in molte altre situazioni, i rapporti si costruiscono strada facendo: l’importante è che ci siano i presupposti giusti.

Nel nostro caso è stato trovare qualcuno che fosse disposto a seguirci, consigliarci e a permetterci di fare tutte le prove che volevamo fare, per quanto non fosse nell’immediato vantaggioso per lui (stampare 10 fogli per una tipografia che ne stampa 10k al giorno può rappresentare una perdita di tempo).

E da loro siamo tornati e torneremo, nella speranza di poter stampare ogni volta sempre più materiale.

E’ doveroso per noi quindi ringraziare la CTL Editore, per la disponibilità e professionalità dimostrata in ogni situazione.

 

 

Un ringraziamento particolare va a Iran Bozzi, il nostro costante punto di riferimento.

 

2- Scegli la carta giusta

 

Uno dei primi “mondi” che esplorammo all’interno della tipografia è quello della carta. Volevamo vedere e valutare l’impatto che diversi tipi di carta avevano sul nostro prodotto.

I risultati, per noi, sono stati incredibili. Personalmente non pensavo che da una scelta del genere potesse dipendere così tanto la realizzazione di un prodotto.

Credevo fosse una cosa più “di fino”, una ricamatura: un’accortezza da avere in più se, una volta realizzato 100, si volesse ottenere 101.

Invece mi ricredetti subito.

Il tipo di carta (in termini di trama, grammatura, patinatura, etc…) incide pesantemente sul risultato finale e non può essere assolutamente valutato come fattore extra.

Soprattutto nel caso (quale era il nostro) di materiale da presentazione.

Cioè… anche qua provo a dirvelo in maniere semplici:

 

“Può trasformare la merda in oro o l’oro in merda”

 

Se il tuo prodotto è a colori, può davvero mandare a puttane tutto. E’ sempre meglio, se possibile, che a seguire la stampa sia anche il colorista, o se ciò non è fattibile fargli pervenire le stampe.

Un’altra cosa che ho assodato (e che ho provato ad utilizzare), è che nel caso di illustrazioni in bianco e nero una valida scelta della carta può sostituire parzialmente il colore. O meglio, può confezionare il lavoro!

Per esempio la mappa di Onirica in bianco e nero, stampata su carta ruvida con tendenza gialla, ha guadagnato quell’effetto “pergamena” senza che fosse necessario inserire texture a livello digitale!

 

imaecenas_mecenate_onirica_mappa

La mappa di Onirica, usata come
cover per le Folders.

 

3- Cura fin da subito l’impaginazione

 

A parte che se gli semplificate il lavoro, lo sforzo sarà sicuramente apprezzato dal personale della tipografia (che, ricordo, per loro stampare quantità ridicole è pressoché una perdita di tempo); in realtà questa accortezza ha una forte utilità sul progetto, fornendo fin da subito del valore aggiunto.

Adesso non mi sto riferendo prettamente alla scelta del formato, anche se in parte la riguarda.

Quando vengono valutate le dimensioni della pagina e della griglia, devono essere definite anche le dimensioni per le estensioni al vivo.

Non lo volete fare?
La ritenete una cosa superflua?
Ci penserà la tipografia a queste questioni relative alla stampa?

Bene.

Mettiamo che in una tavola ci sia una vignetta che volete realizzare al vivo, ovvero che arrivi fino ai bordi della pagina sfuggendo alla malidetta griglia!

Mettiamo che colorate la tavola con la maggior cura di questo mondo, come se fosse vostra figlia.

E se poi quando stampate il foglio viene preso dalla macchina leggermente storto?
In maniera davvero lieve, ma comunque tale che da un lato vi mangia una piccola porzione di tavola e dal lato opposto (non avendo fatto nessuna estensione extra per il vivo) compare una zona bianca?

 

Bella merda vostra figlia. Un cesso.

 

Oppure:

Mettiamo che la tipografia debba eseguire il taglio del foglio (che non è una possibilità, ma il 100% dei casi) e ipotizziamo che il taglio non spacchi il capello (che dite, può succedere?).

Che fate quando vi ha tagliato la pagina quel tanto in più da far apparire un rigo bianco sul bordo?

Beh, se stampate poche quantità e il personale è disponibile, manualmente si può provare a correggere.

Ma nell’eventualità di una stampa di serie?

Forse è il caso di generare fin da subito dei template che prevedono, oltre ai bordi griglia e pagina, anche i bordi per l’estensione extra degli elementi al vivo?

E di fornirli ai disegnatori chiedendo esplicitamente di prolungare tutto ciò che arriva a bordo pagina?

Probabilmente un disegnatore professionista ti manda in culo per questa ovvietà!
Ma non sarei qua a scrivere se fosse il nostro caso, e comunque meglio avere una premura in più in modo da prevenire qualsiasi problema, piuttosto che fare i saccenti e gli spacconi e poi dover fare le rincorse inutilmente.

 

4- Cura il lettering

 

Bene, questa tematica ha molte sfere di influenza. Provo ad approfondirne (un pochetto) alcune, quelle più inerenti all’ambito tipografico.

L’obiettivo, unico sovrano incontrastato, deve essere la leggibilità.
Ogni sforzo deve andare in quella direzione.

La prima cosa da fare sono stampe preliminari a dimensioni 1:1 col formato scelto, per poter valutare se il font, le sue dimensioni ed eventuali colori di riempimento o traccia permettano una facilissima lettura. Scrivo facilissima e non facile perché è necessario enfatizzare la cosa.
Il fumetto devo scorrere fluidamente: il lettore deve scorrere le vignette e le tavole con facilità, senza quasi rendersene conto.

Ovviamente il lettering non può fare miracoli contro uno storytelling problematico, ma incide in maniera importante sulla leggibilità.

Seconda cosa da fare: assicurarsi di arrivare in stampa con il testo in forma vettoriale.
(Se non sapete che significa scrivetemi che vi linko qualche guida).

Vi siete mai chiesti perché le tipografie, tendenzialmente, chiedono file in pdf?

“Ma come, facciamo disegni complicati, li lavoriamo sui migliori programmi di grafica, e poi dobbiamo esportarli in pdf?”

, perché il pdf è per sua natura un formato vettoriale, dove i suoi contenuti non sono composti da un numero finito di pixel (rasterizzati) bensì sono equazioni matematiche in grado di adattarsi ad ogni forma e dimensione. In poche parole non sgraneranno mai!

 

imaecenas_mecenate_vettorial_raster

 

imaecenas_mecenate_lettering_vettorial_raster

 

L’esperienza tipografica ha portato dunque a prediligere da parte del settore le estensioni più valide per lo scopo che si vuole raggiungere. Da qui nasce la richiesta dei file in pdf.

–>Attenzione, Warning, Achtung!<–

Esportare un file in pdf non vuole dire automaticamente averlo vettorializzato, eh!

Ciò che deve essere fatto è inserire il testo con programmi di grafica vettoriale, possibilmente come ultima fase del processo produttivo, e concludere esportando il file pdf.

E’ sufficiente questo, dunque?

No.
Per assicurarsi infatti con sicurezza una resa ottimale è consigliabile, prima dell’esportazione, trasformare il testo in tracciati (vettoriali).

 

imaecenas_mecenate_lettering_tracciati

 

Ci sono comandi molto semplici per fare ciò, ma bisogna stare attenti ad alcune cose, che purtroppo non posso approfondire in questo articolo.
Il consiglio, e lo spunto che sto provando a fornire, è quello di documentarvi sulla tematica senza esitare a chiedere aiuto ad altri professionisti del mestiere.

Proprio come stiamo facendo noi. E come sempre, sono a completa disposizione!

 

 

Per il momento, direi che con la TIPOGRAFIA abbiamo concluso. Anche perché siamo impegnati a combinare altri piccoli disastri in modo da poter imparare poi nuove cose!

Spero che questi Tips&Tricks risultino utili.

Come sempre, io ce l’ho messa tutta. Adesso…

 

CHE IL POTERE DELLA STAMPA SIA CON VOI!

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